Rino Gaetano Band, un trionfo che unisce il parco e la periferia

da Giuseppina Brandonisio

Due eventi, il Rino Gaetano Day, celebrato nel giorno della sua scomparsa. Poi, il concerto del 6 giugno, una delle date del tour E ti amo Mariu‘. Alessandro Gaetano e la sua band infatti continuano a suonare in tutta Italia. Accomunati dall’importanza di una memoria musicale e culturale immensa per il Paese, per Roma, la città dove Rino ha vissuto, Alessandro, la sua famiglia e i suo colleghi portano avanti il loro progetto. Ma questa tribute band ha un valore aggiunto: l’essenza familiare, storica e musicale. Sul palco con lui, come sempre, salgono: Michele Amadori, Alberto Lombardi, Ivan Almadori, Fabio Fraschini e Marco Rovinelli. Poi, ospiti, artisti di nuova generazione e questioni importanti.

Il Rino Gaetano Day 2026, si è aperto alle 17:30 col contest di Lunatika Factory di Giulia Massarelli. Sul palco si sono esibite Maria Faiola, Lara Dei, Marta La Noce e Alessandra Rugger, che hanno proposto i propri brani e intense cover di Battisti, Johnny Cash, Bob Marley, Edoardo De Angelis e Franco Califano, ponendo l’accento su violenza, femminicidio, amore, pace, redenzione dell’umanità, anticipando i saluti istituzionali delle ore 20:00 affidati ad Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma.


Dal 2026, il Rino Gaetano Day sostiene la Fondazione Una Nessuna e Centomila. A condurre il 2 giugno 2026 è stata Metis Di Meo, sempre in prima fila quando si tratta di portare il proprio sostegno alla difesa dei diritti di donne, madri e persone vulnerabili (come avevamo documentato qui), con gli interventi di Celeste Costantino (vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila) e dello stesso Alessandro Gaetano. Un percorso di sensibilizzazione e trasformazione sociale che prosegue sulla scia di quello avviato lo scorso anno con Gino Cecchettin e la Fondazione dedicata a Giulia.

Dalle 21:00 la scena è diventata totalizzante con la Rino Gaetano Band e una parata di ospiti eccezionali che hanno reinterpretato i successi del cantautore in versioni inedite: Danielle, Diana Tejera, Vanessa Cremaschi, Artù, Fasma, Primogenito e Davide De Luca, selezionato attraverso il contest nazionale Humanity Music Festival dell’Associazione culturale La Decima.

Al Parco delle Canapiglie di Torre Maura, il 6 giugno si è cantato all’unisono. Gli spettatori del Rino Gaetano Day in parte si sono ritrovati e perfino riconosciuti, facendo un bis di emozioni e gustandosi il concerto della sola Rino Gaetano Band che però, il 6 giugno, ha ospitato sul palco il cantautore Cristiano Cosa.

Durante il dibattito del Rino Gaetano Day era già emersa la portata rivoluzionaria della parola di Rino Gaetano: è stato il primo artista in assoluto a pronunciatare la parola “sesso” sul palco del Festival di Sanremo: nel 1978, con “Gianna” che scardinò i tabù della televisione dell’epoca.

«È il Pasolini della musica», mi ha detto la tassista che mi ha accompagnata al concerto nel quartiere di Torre Maura. La tragica scomparsa di Rino in quel fatidico 2 giugno del 1981 è una ferita aperta che lascia ancora molti dubbi circa la mancata tempestività dei soccorsi, dopo l’ incidente automobilistico sulla via Nomentana. L’Italia rimpiange questo cantautore che “le cose le sapeva dire” ed è tangibile in ogni angolo di strada e nelle conversazioni in cui se ne parla. Le strade assolate romane, intervallate da interminabili cantieri, si aprono davanti a noi quel pomeriggio del 6 giugno 2026. La donna al volante, fra ammirazione e nostalgia del cantautore, la sera stessa, ha raccolto, marito, figli e amici e si è unita al pubblico del concerto.

A volere Rino, la sua anima e le sue canzoni, sia al Parco Arena che porta il suo nome sia nella periferia romana, insomma, sono stati tutti: dagli artisti al pubblico affezionato. Per i cantautori di oggi, Rino: «È una fonte d’ispirazione senza la quale, probabilmente, non avremmo nemmeno intrapreso questo mestiere», ha dichiarato dal palco del 2 giugno Primogenito.
Al concerto di Torre Maura, l’esibizione di Cristiano Cosa ha mostrato la versatilità, la robustezza stilistica e formale di canzoni attualissime, talmente attuali da essersi proiettate in avanti, nel futuro, per aderire perfettamente alle corde e ai sentimenti di questi cantanti e autori di ultima generazione.

Rino Gaetano lascia un patrimonio musicale, culturale e di pensiero enorme. La sua eredità è stata raccolta da musicisti, interpreti e cantautori di vecchia e nuova generazione, provienienti dal circuito mainstream e dalle realtà indipendenti. I suoi testi hanno girato il mondo, le sue canzoni sono state reincise da interpreti tedeschi e spagnoli: se n’è ricordata anche Diana Tejera, cantante e chitarrista italo-andalusa che, in coppia con la violinista Vanessa Cremaschi, ha regalato al pubblico del Rino Gaetano Day una splendida versione di “¿Dónde está el grano?”. I giovani cantautori hanno messo in luce la sorprendente capacità di un repertorio musicale capace di vestire perfettamente i panni della musica d’autore, anche nei modi in cui la si concepisce e realizza oggi.

Quella di Rino Gaetano è un’influenza musicale che continua. Una straordinarietà che veste bene qualunque arrangiamento. Una varietà ritmica, melodica e di stile in grado di plasmare espressioni nuove: come il tempo di “A mano a mano”, che in pochi ricordano essere di Riccardo Cocciante.
Poi, le cover: le versioni rock di Mio Fratello è figlio unico di Afterhours o Gianluca Grignagni; Ma il cielo è sempre più blu, di Giusey Ferreri, Achille Lauro o Ritmo Tribale; le reinterpretazioni dei suoi pezzi da parte di vari artisti.
Infine, l’omaggio della band di Alessandro Gaetano, con le innovazioni armoniche e sonore concepite da Fabio Fraschini, la voce espressiva di Ivan Almadori, la versatilità pianistica di Michele Amadori, le chitarre rock di Alberto Lombardi e l’ecclettica, multistilistica batteria di Marco Rovinelli.

Nella voce di Alessandro Gaetano, più acuta e meno graffiante rispetto a quella di suo zio, ci sono anche le storie e la vita di una famiglia che, perdendo una persona cara quel 2 giugno del 1981, ha deciso di “trasformare il proprio lutto in una festa”.

Una festa a Roma, città d’adozione di Salvatore Antonio Gaetano, nato a Crotone il 29 ottobre 1950.
Il cerchio si è chiuso idealmente a Torre Maura, dove il concerto al Parco delle Canapiglie ha raccolto la medesima, straordinaria, illuminante poesia. Tra le interpretazioni più vibranti della serata, è spiccata quella del già citato Cristiano Cosa, cantautore tarantino e interprete di “Mio fratello è figlio unico” (già applauditissimo nell’edizione 2025 del Rino Gaetano Day), che, al Parco delle Canapiglie, è voluto tornare a esibirsi con la band per omaggiare Rino Gaetano.

In uno spazio più intimo ma non meno potente, anche la periferia di Torre Maura ha dimostrato che la musica di Rino Gaetano non appartiene al passato, ma è un patrimonio vivo, capace di leggere in maniera critica e attenta la società.

Un omaggio che, accanto agli altri eventi culturali, è servito far rivivere il quartiere di Torre Maura, come ha sottolineato anche il cantante della Band, Ivan Almadori, che vorrebbe che anche ad Ostia, dove lui vive, «fossero organizzate iniziative analoghe».

Al Parco delle Canapiglie il 6 giugno Argolab, i suoi intellettuali e i suoi artisti hanno fortemente voluto la Rino Gaetano Band, affinché, oltre i loro dibattiti e le loro performance, fossero le canzoni di Rino Gaetano a esprimere la volontà e il desiderio di un mondo reale meno piatto e banale, più umano e meno artificiale.

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