Lumas, il respiro del cosmo nel segno di Alfonso Maria Isonzo

da Giuseppina Brandonisio

Nello Spazio Culturale Uno + Uno, in via Cardinal Garampi 13 a Roma, le porte della percezione si sono dischiuse per accogliere Lumas, l’installazione interattiva dello scultore Alfonso Maria Isonzo.

Lumas tra i protagonisti del Raw

L’evento, fiorito sotto l’insegna dell’undicesima edizione della Rome Art Week (Raw), ha richiamato una marea di sguardi e anime che ha raddoppiato ogni previsione di capienza. Per questo, le sacerdotesse di questo rituale – Lorena Ercolani, Patrizia Ciabatta, Caterina Felicioni e la poetessa romana Francesca Boccanera, ospite d’eccezione – hanno ripetuto il loro incantesimo, replicando le performance per non lasciare nessuno escluso dal mistero.

«Da un nulla, il suono»

«Da un nulla, il suono». È questa la soglia invisibile da oltrepassare. Varcando il confine delle due stanze, lo spettatore si ritrova spogliato delle proprie certezze, naufrago e al tempo stesso baricentro della Creazione stessa. Qui la scultura sposa la danza, la luce si fa movimento, il suono si intreccia alla parola poetica.

Lo spirito e la terra

Lumas non è una semplice mostra d’arte contemporanea: è un viaggio iniziatico nell’universo esistenziale, un sentiero sotterraneo da percorrere non solo con i sensi, ma con il sussurro dello spirito. Non c’è l’illusione fredda del virtuale; la realtà è tangibile, ricostruita con materiali semplici, analogici, elementi poveri ma intrisi della sacralità della Terra. La Terra, grembo primordiale dove tutto è vibrazione, luce, energia e perenne movimento. E in questo fluire eterno, l’essenza vitale della creatura umana si rivela finalmente per ciò che è: una pura, sfolgorante epifania.

Per continuare a seguire le tracce di questo viaggio e restare in ascolto di Lumas, è possibile esplorare il profilo Instagram dell’artista Alfonso Maria Isonzo.

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