Genova, 20, 21 e 22 luglio: non dimentichiamo i fatti del G8!

da Giuseppina Brandonisio

Genova 2001. Oggi, 20 luglio 2026, sono passati 25 anni da quel G8 che per primo metteva insieme i grandi della Terra ma che è passato alla storia per la violenza, gli scontri, l’uccisione del ventitreenne Carlo Giuliani, colpito da un proiettile sparato da Mario Planica, un carabiniere di poco più giovane di lui, e la mattanza che la polizia compì la notte successiva facendo irruzione nella scuola Diaz, centro stampa e dormitorio per il Genova Social Forum. Poi le umiliazioni a cui furono sottoposti i manifestati arrestati e trasferiti nella caserma di Bolzaneto.

Per ricordare Carlo, oggi sono previste molte manifestazioni culturali e una fiaccolata.

25 anni dal sacrificio di Carlo Giuliani e dal massacro della Diaz, nel dibattito politico è scontro sulla memoria

Venticinque anni dopo quei fatti e misfatti durati tre giorni, quelli che che Amnesty International definì come «La più grande sospensione dei diritti umani per un paese democratico», in Italia, il senso di giustizia e di rispetto della vita umana è degradato a forme di bestialità che mai ci saremmo aspettati. Mentre si parla di graziare assassini, preferire il ritorno alle forme di governo piu antidemocratiche e razziste che il Paese abbia mai conosciuto e si propone di candidare dei pregiudicati alle prossime elezioni, sui fatti di Genova, di quel G8 dove i giovani sognavano un mondo migliore, non solo è calato il silenzio ma, addirittura, le forze di centro-destra hanno espresso posizioni critiche verso le commemorazioni- “della sinistra” -definendo i cortei e le iniziative come tentativi di santificare le proteste violente, difendendo l’operato delle forze dell’ordine e rimarcando la validità delle sentenze passate.
Dal mondo politico di sinistra e dalla CGIL sono arrivate forti critiche sulla gestione della sicurezza e sulla democrazia sospesa, con Maurizio Landini che ha indicato i temi del Genoa Social Forum come attuali e necessari per un nuovo modello sociale. Tramite il sindacato di polizia SIAP, è stata chiesta una “memoria democratica non selettiva che condanni sia gli abusi istituzionali, sia le violenze e le devastazioni urbane preordinate avvenute durante il vertice”, come se le seconde dovessero giustificare la risposta della polizia che quel giorno si rese protagonista della “macelleria messicana”, poi occultando prove, sviando indagini, chiamando addirittura “terroristi” dei pacifici studenti universitari ai quali sfondarono la testa, fratturarono le ossa, picchiandoli con calci, pugni e manganellate.

La verità giudiziaria su Piazza Alimonda e il proscioglimento di Mario Placanica

Carlo Giuliani fu assassinato da un proiettile che rimbalzò su un sasso. Il procedimento penale per la sua morte si è concluso in via definitiva nel 2003 con il proscioglimento dell’ex carabiniere ausiliario Mario Placanica. La magistratura italiana e gli organi giurisdizionali europei hanno stabilito che il militare agì per legittima difesa e uso legittimo delle armi. Venticinque anni fa, il tempo a Genova si fermò in Piazza Alimonda. Ma oggi, per chi non c’era e per chi intende riscrivere la storia, quel ragazzo in cannottiera bianca e con un estintore in mano era un criminale da fermare, un “facinoroso”, come si diceva allora, la cui colpa principale era di appartenere al movimento no-global che, però, contestava un modello di sviluppo economico e sociale ritenuto ingiusto ed escludente.

Il rischio dell’oblio e la violenza delle forze dell’ordine nella realtà italiana

A venticinque anni di distanza, insomma, la verità sui fatti di Genova, durante quel G8, rischia di essere riscritta e di passare all’oblio, in uno Stato che, come abbiamo visto attraverso gli ultimi fatti di cronaca, dismette volentieri responsabilità politiche e giuridiche in nome del tornaconto privato e di particolari categorie, con la polizia che può arrestare e uccidere soffocandolo un uomo che prova a dire che non riesce a respirare: un film già visto, che non è ambientato negli stati Uniti d’America, e che non è nemmeno un film, ma la cruda realtà italiana, dove in nome della sicurezza, ancora, la polizia, può eccedere nell’uso della violenza, fino ad uccidere e ritenerla addirittura una cosa ben fatta.

Allo stesso modo, morì Carlo Giuliani. A ricordarlo, negli anni, sono le manifestazioni in sua memoria, i centri sociali, il Comitato Piazza Carlo Giuliani e il mondo dell’arte.

Le canzoni dedicate a Carlo Giuliani: la musica contro l’oblio

Per quel che riguarda la musica, il dolore, la rabbia e la sete di giustizia per la morte di Carlo Giuliani hanno spinto numerosi artisti a scrivere brani per non dimenticare. Le canzoni più significative dedicate alla sua memoria e a quei tragici giorni includono, tra le altre:

  • “Piazza Alimonda”, di Francesco Guccini: Un brano intenso e intimo che richiama nel titolo il luogo esatto della morte di Carlo, evocando il senso di una ferita ancora aperta.
  • La morte di Carlo Giuliani” – Marco Rovelli: Una canzone di stampo popolare e militante, scritta a ridosso dei fatti sull’aria delle ballate anarchiche, che racconta i momenti drammatici dell’uccisione.
  • “Genova brucia” – Simone Cristicchi: Una struggente cronaca in musica di quei giorni di luglio, che richiama le atmosfere di tensione, la repressione e il dolore per la perdita di una giovane vita in piazza.
  • “Mai più io sarò saggio” – 99 Posse: Un inno di resistenza e memoria del movimento, che cita direttamente le vicende di Genova e mantiene vivo il ricordo di Carlo.
  • “Rotta indipendente” – Assalti Frontali: Un grido di ribellione nato per difendere gli ideali di quel movimento e denunciare la violenza subita, con versi che ricordano esplicitamente gli spari e la figura di Carlo.
  • “WTO” – Punkreas: Una canzone nata a ridosso degli eventi, dedicata all’omicidio globalizzato e alle violenze di piazza.

“Diaz – Non pulire questo sangue”: il film di Daniele Vicari torna al cinema

Per non cancellare la memoria, nel 2012, il regista Daniele Vicari firmò la pellicola “Diaz non pulire questo sangue” (titolo in inglese: Diaz – Don’t Clean Up This Blood), con Claudio Santamaria, Elio Germano, Jennifer Urlich, Renato Scarpa e altri. Il film è una reconstruzione drammatica e cronachistica dei tragici fatti avvenuti a Genova nel luglio 2001 durante il vertice del G8. In particolare, si concentra sulla notte del 21 luglio, quando circa 300 poliziotti fecero irruzione all’interno del complesso scolastico Diaz-Pascoli. La scuola era stata adibita a dormitorio per manifestanti pacifici, attivisti e giornalisti stranieri.

L’operazione sfociò in una violenta e indiscriminata aggressione da parte delle forze dell’ordine ai danni di 93 persone disarmate e in gran parte tramortite dal sonno. Il titolo riprende una frase realmente scritta sui muri della scuola dopo il massacro. In occasione del venticesimo anniversario di quei tragici fatti, una riedizione speciale del film verrà proiettata nei cinema italiani.

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