Butterfly e RPM Trio: la grande sperimentazione arriva al Jazz&Image

da Giuseppina Brandonisio

Il 30 giugno 2026 è una data che il pubblico del Jazz&Image, in corso alle Terme di Caracalla, ricorderà con stupore ed emozione.
Sul palco, incorniciato da cartelli e striscioni contro la discriminazione delle persone LBGTQ+, arrivano due formazioni, costituite per lo più dagli stessi musicisti, che fanno della sperimentazione sonora e della ricerca ritmica la loro arte.

Il concerto dei Butterfly e l’evoluzione della loro fusion

Poco prima delle 20.00, a salire sul palco sono i Butterfly: Bruno Marinucci, alla chitarra, Pierpaolo Ranieri, al basso, e Marco Rovinelli, alla batteria.
Il loro sound nasce nei territori della fusion, ma poi li supera nettamente, con inventiva e originalità rarissime da ascoltare. Tutto ciò per merito di una straordinaria preparazione tecnica e di uno studio meticoloso.

Gli album: Vertigo Treatment

Debuttano nel 2016 con Vertigo Treatment, perla rock/fusion con sette tracce nate nello studio di Marco Rovinelli.

Afternoon

Nel 2018 pubblicano Afternoon, album concentrato sulla ricerca melodica e la fusione tra le frequenze della chitarra di Marinucci e il basso di Ranieri, l’uso del deelay e le variazioni costanti nate dalla ricchezza espressiva di Rovinelli alla batteria.

Hit

Nel 2024, infine, arriva Hit: il groove è un capolavoro d’inventiva. Ancora una volta, si vola oltre gli steccati della fusion, di generi e di stili musicali per costruire paesaggi sonori psichedelici, e post rock intrisi di elettronica.
Ora, i brani del disco giungono ad assestarsi nell’esperienza d’ascolto dal vivo degli spettatori del Jazz&Image come qualcosa di sorprendentemente unico.

Un trio di sperimentatori del suono

Tra i brani proposti nel live, Artemisio. Apre l’album e, sul palco, è prorompente, dichiarando immediatamente l’identità di questo trio di sperimentatori del suono. Un funk incalzante, drum machine, riff di basso unito al synth bass, solo di chitarra che va oltre i confini del noise e della psichedelia. Paesaggi sonori differenti anche in Petricore: pedale ostinato di chitarra su una sola nota, il tema del basso, narrativo, un terzinato della batteria che non lascia dubbi: quando tutte le possibilità sembravano esaurite, arriva Marco Rovinelli a inventare, improvvisare e reinventare, creando ciò che non avevamo ancora ascoltato prima.
Lo imitano Pierpaolo Ranieri e Bruno Marinucci, tessendo linee melodiche e armoniche a incastro, destrutturandole, ricomponendole e lasciando spazio a una magnifica improvvisazione.

Il cambio palco e l’arrivo dell’RPM Trio con Claudio Piselli

Al termine del concerto dei Butterfly, che suonano e reinventano anche delle cover appartenenti al repertorio rock e jazz (che non sveliamo, per lasciare che le scopriate in concerto), c’è una pausa e un cambio di palco. Bruno Marinucci lascia il posto al vibrafonista Claudio Piselli che, insieme a Marco Rovinelli alla batteria e a Pierpaolo Ranieri al basso, dà vita all’RPM. Il jazz contemporaneo si nutre di contaminazione e audacia, elementi che questo trio dimostra di possedere in abbondanza nella sua nuova e fulminante proposta live. Il progetto si muove come un camaleonte sonoro, capace di abbattere le barriere di genere: la scaletta è un viaggio destrutturato che parte dalle spigolosità del post-bop, attraversa le morbidezze del neo-soul e approda a composizioni autografe profondamente intrise di passionalità mediterranea.

La nuova veste live di Love the Sunshine e il groove afro-jazz

Love the Sunshine è un brano composto da Claudio Piselli, che dà il titolo al suo secondo album, uscito nel 2023. La composizione fonde le sonorità jazz del suo vibrafono con influenze neo-soul ed è caratterizzato dalla collaborazione con la cantante africana Oumy N’Diaye. Ma sul palco del festival alle Terme di Caracalla il pezzo è stato proposto in una nuova veste e, ancora una volta, sperimentale, con la parte improvvisativa consegnata al vibrafono e al groove degli inossidabili Ranieri e Rovinelli e, la parte cantata, affidata all’interpretazione vocale del solo vibrafonista mediante l’utilizzo di un harmonizer. L’autentico valore aggiunto di questo nuovo capitolo artistico degli RPM risiede nell’innesto dietro le pelli di Marco Rovinelli. Il batterista sostituisce Alessandro Marzi porta in dote una sferzata di energia tellurica, un sound potente e chirurgico nelle dinamiche e le coloriture ritmiche che spingono il trio verso territori inediti. Sotto le sue bacchette, il cuore pulsante della band si connette direttamente con le radici afro delle tradizioni percussive. Un’intensità tribale e ipnotica che il live acquista grazie anche al vibrafono che dialoga con la sezione ritmica, soprattutto quando è lo stesso Piselli a impugnare le percussioni.

L’interplay sul palco e le riletture dei classici da Shorter a Robert Johnson

Sul palco, la performance si trasforma in un dialogo serratissimo a tre, dominato da un interplay quasi telepatico e da dinamiche mozzafiato. Il repertorio passa dall’hard-bop di Gotcha (firmata da Bobby Hutcherson) alle architetture modali di Deluge del titano Wayne Shorter. Il vero colpo di genio, tuttavia, risiede nell’audacia delle riletture. Sweet Home Chicago di Robert Johnson, sacro totem del blues, viene spogliata e rivestita da cima a fondo attraverso le sofisticate e spiazzanti rielaborazioni del trio. Riletta con una freschezza tale da trasformare un grande successo commerciale in un manifesto jazz del ventunesimo secolo.

Il futuro di Butterfly e RPM: nuovi progetti in arrivo

Butterfly e RPM sono due formazioni ormai collaudate sul groove del duo Ranieri-Rovinelli. Butterfly, titolo che riprende il leggendario capolavoro del pianista Herbie Hancock (reinterpretato dal vivo dal trio, durante il concerto dello scorso 30 giugno) è anche una composizione inedita del bassista Pierpaolo Ranieri. A questa e alle altre, durante il concerto, si è aggiunta un’anteprima di prossima uscita. Anche Claudio Piselli sta lavorando a nuovi progetti, quindi vale la pena prestare orecchio a queste due splendide formazioni e attendere le loro prossime uscite che, senza ombra di dubbio, supereranno le nostre aspettative.

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