Alberto Lombardi, live a Roma e nuovo album in arrivo

da Giuseppina Brandonisio

Un concerto intenso ed emozionante quello che il cantautore e chitarrista internazionale Alberto Lombardi ha tenuto lo scorso 19 aprile nella gremita sala teatrale dell’Antica Stamperia Rubattino, polo multiculturale romano che porta avanti, tra storia e innovazione, la missione di promuovere la musica: quella che era appartenuta al Folkstudio e quella che, dal talento, dalla ricerca e dalla creatività, nasce oggi.

Alberto Lombardi, virtuoso della chitarra e definito “Italian Fingerstyle Master” dalla rivista americana Acoustic Guitar, reduce da un tour di grande successo in coppia con Tommy Emmanuel, ha mostrato sul palco una grande versatilità. Il live ha dato risalto alla sua abilità nel fondere rock, acustico ed elettronica, insieme a una vena cantautorale ormai giunta a piena maturazione.

Esibendosi in concerto all’interno della rassegna “Sopra c’è gente”, organizzata dall’etichetta discografica omonina, Lombardi ha annunciato l’uscita del suo quarto album prevista per il prossimo autunno, proponendo al pubblico un brano, blues, in anteprima che ha suscitato entusiasmo e curiosità.

Con lui sul palco tre chitarre (acustica, Fender e Stratocaster), una loop station e una drum machine, strumenti che gli hanno permesso di costruire arrangiamenti, linee melodiche e armoniche in tempo reale,. Una performance completa, capace di sostituire l’apporto di una band dal vivo.
«Mi ha fatto molto piacere proporre al pubblico questo concerto, che sto coltivando da alcuni anni e stasera ho sentito che molte cose sono giunte a maturazione», ha dichiarato l’artista.

Tra una carrellata di successi internazionali e italiani reinterpretati, Lombardi ha proposto anche le sue canzoni, come Home e Start Again, e composizioni strumentali come Birds e Balkan Dance, ricevendo applausi fragorosi da parte del pubblico.

In un’atmosfera intima e familiare, in cui l’artista ha raccontato la propria storia e l’origine del suo amore per la musica, a raggiungerlo sul palco è stato Michele Amadori, pianista e collega nella Rino Gaetano Band. Coinvolto all’ultimo momento e senza strumento, ha improvvisato un’originale versione di Tu vuò fa l’americano di Renato Carosone, accompagnando Lombardi con percussioni vocali e schiocchi di dita.

Il pubblico si è divertito e ha cantato all’unisono brani come Almeno tu nell’universo, Video Killed the Radio Star e Nel blu dipinto di blu. Il momento più intenso è stato raggiunto con le composizioni originali di Lombardi e con una straordinaria Little Wing di Jimi Hendrix eseguita nel finale.

Un’esperienza unica, capace di creare un forte legame tra artista e pubblico. Un concerto che lascia il segno e che ci si augura possa essere replicato molto presto.


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