Dischi belli, brutti e una promessa

da Giuseppina Brandonisio

THE_STROKES«Il nome che ci siamo scelti può essere inteso sia come carezza sia come pugno. Perciò riflette perfettamente l’impatto della nostra musica: a volte duri e aggressivi, a volte delicati e melodici».
…a volte inutilmente scontati, melensi, ripetitivi. Da quando Julian Casablancas, frontman degli Strokes, pronunciò quella frase per presentare il gruppo che debuttava col suo primo album ne è passato di tempo: era il 2001 e Is this it fu di un successo folgorante. Dopo una manciata di album (quattro) e molti singoli, le ex giovani promesse dell’indie rock newyorkese che facevano il verso ai Velvet Underground tornano in studio e danno alle stampe Comedown Machine. Il disco, uscito il 26 marzo di quest’anno, è pubblicato dalla RCA: è orecchiabile, ballabile, ricalcato sulle atmosfere degli 80’s della disco music ed è anche perfettamente inutile. La copertina evoca un passato che non può tornare, ma anche  gli Strokes sembrano ormai fuori tempo massimo per realizzare un disco che sia qualitativamente e creativamente rilevante.


daftpunk_randomGenuinamente dance ed elettronico, ma fatto di sostanza, sembra invece il nuovo album dei Daft Punk: Random Access Memories, già distribuito su ITunes, uscirà il 21 maggio.


milesdavis_liveeurope1969Un disco in cui si sentono le note registrate nelle notti di luglio a Juan-les-Pins, al Festival Jazz di Antibes, in Francia, è Live in Europe 1969.  Lo storico quartetto composto dal sassofonista Wayne Shorter, il tastierista Chick Corea, il bassista Dave Holland e il batterista Jack DeJohnette, nel 1969, non ha ancora suonato in quel capolavoro che è  Bitches Brew di Miles David, perché quest’ultimo viene realizzato nel 1970. Di loro e di quel genio della tromba esistono però  già delle registrazioni dal vivo, sparse e frammentarie, e alcuni bootleg che i più esperti e pazienti cultori del jazz hanno cercato come fossero il sacro graal della perfezione musicale. Poi, finalmente, nel 2011 arriva The Bootleg Series, Volume 1: Live in Europe 1967. Ed oggi, per fortuna, esce anche The Bootleg Series, Volume 2: Live in Europe 1969:  Miles Davis e il suo gruppo storico esercitano un fascino sempre crescente e non stancano mai.

paolo_preiteTra il genio musicale inarrivabile e il velleitario esistono anche le giovani e allettanti promesse: avrà i colori del rock, soul, pop, blues, country l’album di debutto di Paolo Preite, cantautore italiano indie, attualmente impegnato in studio per registrare “Don’t Stop Dreaming”. Accanto a lui: Fernando Saunders (bassista, vocalista e produttore che vanta, tra le altre, collaborazioni con Lou Reed) e Kenny Aronoff (uno dei più influenti batteristi della scena del rock): ne leggerete presto su Un’Altra Musica.[banner align=”alignleft”]

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