«Serve una procura speciale che si occupi delle morti sul lavoro e che alle famiglie delle vittime garantisca lo stesso trattamento (di tutela NdR ) riservato alle famiglie dei mafiosi»: è quanto chiedono i sindacalisti, mentre in attesa dell’inizio del Concerto del Primo Maggio tutti i media e i social mostrano le varie iniziative per ricordare i caduti sul lavoro, i caduti per la democrazia (gli antifascisti), chiunque abbia combattuto per i diritti.
La vittima del lavoro più giovane di cui si è parlato nel giorno della Festa dei Lavoratori del 2025 è Lorenzo Parelli, morto nell’ultimo giorno di stage, a 18 anni: non aveva ancora terminato la scuola.
Il concerto del Primo Maggio quest’anno è un concerto antifascista: lo apre Leo Gassman cantando Bella ciao.
Noemi, Ermal Meta, Big Mama e quel “fisico bestiale” di Vincenzo Schettini, influencer e professore che interroga i colleghi con senso dello humor, lo presentano.
Un concerto che ricorda anche Papa Francesco, mandando un suo video, e che a ogni cantante chiede il verso di una canzone che lo abbia particolarmente segnato.
L’Orchestraccia e il suo combat folk romanesco sono di casa e debuttano sul palco cantando La santa, canzone che “profuma de protesta e de libbertà”.
Lu porcu cu tre piedi è una cover dei Mundial, gruppo salentino.
Seguono il Mago del gelato e, dopo la premiazione del 1M next, Giglio e Mimì, Anna and Vulkan, Anna Carol e i conduttori citano Pablo di De Gregori ad hoc.
Le bambole di Pezza si esibiscono col cerotto sulla bocca, per richiamare l’attenzione sulla limitazione del diritto di parola.
Senhit, Andrea Cerrato, Pierdavide Carone, Elea, Tredici Pietro, Centomila carie, Giulia Mei e Anna Castiglia, riempiono di note il pomeriggio e il professore-presentatore chiede alla sua “classe”, il pubblico di questo Primo Maggio, di crescere studiando, perché la conoscenza struttura e sconfigge la pochezza del mondo: «La conoscenza rende critici, la conoscenza è ricchezza; gli insegnanti non possono consegnare al mondo del lavoro i giovani come pacchi, perché loro sono fiori». Poi torna sul palco la siciliana Anna Castiglia, cantautrice pensante e perfettamente adatta al contesto. Seguono: Mondo Marcio, Dente, Federica Abbate e, i Patagarri, che inneggiano alla Palestina libera nel modo più deciso ed eloquente che si possa trovare.
Poi il palco è dei Legno e di Gio Evan, Eugenio in via di Gioia, Giorgio Poi, Gaia, Shablo e la band di Paolo Benvegnu alla quale si aggiunge Ermal Meta per un omaggio al cantautore scomparso il 31 dicembre scorso.
La seconda parte del concerto si apre con Noemi e Big Mama che omaggiano invece Vasco Rossi, cantando Alba Chiara, e Zucchero, con la cover di Diavolo in me. La band che le accompagna (la Municipal), mentre sul palco sono raggiunte anche da Ermal Meta, suonando il pezzo di Fornaciari accennano anche Smell Like Teen Spirit dei Nirvana.
Il cantautore albanese prosegue il medley One Love degli U2 per ribadire il messaggio del Concertone, I kissed the girl e Human.
Poi arriva Carl Brave che si esibisce con Sara Toscano e, su Makumba, con Noemi.
Ci sono anche Alfa, e Arisa. Lei, per la prima volta sul palco del Primo Maggio, spiega e poi canta Democrazia. L’altra canzone è Canta ancora, scritta per sua madre e inserita nel film il Ragazzo dai pantaloni rosa, che parla d’inclusione sociale, contro il pregiudizio e la discriminazione.
Il prof Schettini dalla canzone di Arisa prende uno spunto per parlare dell’importanza dell’educazione che passa attraverso la comunicazione ed esorta i genitori a insegnare ai giovani a non pensare e a non dire di essere sbagliati: «la comunicazione unisce le diversità, la comunicazione non ci divide».
Arriva Gazzelle, con un problema tecnico… Mandano allora la pubblicità, inizia dunque la terza parte del concerto e poi arrivano Lucio Corsi, Elodie, Rocco Hunt, Serena Brancale e tutti gli altri big fino a notte fonda, per lanciare messaggi sociali di unità, libertà, pace, rispetto e consapevolezza, fra canzoni eloquenti e tragica attualità.


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[…] cuore e nella mente e perciò, il mio grido contro le ingiustizie del presente lo levo, tra parole recensioni sicuramente superflue e azioni quotidiane attraverso le quali cerco di salvare il salvabile, ma […]