Salgono sul palco Ermal Mata e Noemi, presentatori del Concertone, e sottolineano immediatamente il valore dell’unità in tutta l’Europa. Non parlano di guerra ma dell’idea dello stare insieme.
I blume, primo gruppo a esibirsi, vengono presentati da Ermal e le sue parole sembrano una parafrasi di Bella Ciao.
Giusy Ferreri dal microfono augura: “Buon Primo Maggio a tutti”, sotto una pioggia battente e ombrelli colorati che riempiono il Circo Massimo, location straordinaria per il Concerto dei Lavoratori, abitualmente suonato e cantato in Piazza San Giovanni, chiusa per lavori in vista del prossimo giubileo, nel 2025.
La pioggia non permette alla band di partire.
I tecnici fanno i salti mortali per asciugare tutto. Ermal Meta torna sul palco e chiacchiera con la collega cantante improvvisando un’intervista, mentre sul palco, uomini al lavoro si adoperano per asciugare e isolare tutto, per evitare che qualcuno resti folgorato. Un minuto ancora e poi decidono di ruotare il palco, quello asciutto, affinché gli artisti possano finalmente attaccare la spina.
Con difficoltà, si esibiscono anche i Cor Veleno, costretti a interrompere il pezzo, perché piove obliquamente su troppe componenti elettriche.
C’è molta incertezza: cinquanta sono gli artisti chiamati a esibirsi in un concerto della durata di dieci ore.
Ermal Meta, presentatore, lo aveva orgogliosamente annunciato durante un collegamento del telegiornale: “Il Concerto del Primo Maggio non è soltanto un concerto, ma un festival: è il primo festival europeo gratuito!”. Ma lo diceva mentre sui ruderi del Circo Massimo splendeva un timidissimo sole.
Non si può suonare. L’unico strumento è una chitarra acustica: il presentatore la imbraccia e improvvisa Hallelujah di Leonard Cohen, stringendosi nelle spalle mentre piove sui suoi capelli e la sua giacca di pelle.
Una chitarra acustica e un microfono asciutti sono tutto ciò che c’è.
Ma, ecco il miracolo: la pioggia rallenta fino quasi a smettere. I Blume di Giusy Ferreri riescono a esibirsi e a far partire finalmente questo concerto… in rock.
Bonelli, direttore artistico di 1M next, ricorda Ernesto Assante, che manca alla musica e a noi tutti.
I Cor Veleno tornano sul palco e questa volta riescono a esibirsi.
Noemi, capelli rossi e bagnati, parla di un’iniziativa benefica a favore dell’alimentazione e dello studio dei bambini africani: Rose Against the Hunger.
Big Mama raggiunge sul palco la collega e presenta Maria Antonietta e le Colombe, che cantano e suonano Io e te certamente.
Pioviggina sugli impermeabili colorati degli spettatori, che abbandonano gli ombrelli e impugnano gli smartphone per realizzare foto, video e selfie, mentre il gruppo sul palco, in coda al pezzo, intona Give Peace a Chanse.
Mi stupisco del fatto che il pubblico non intoni in massa il pezzo di John Lennon… forse sono troppo giovani…
Il palco rotante è sufficientemente asciutto e accoglie Uzi Luke, che non spegne l’autotune nemmeno per parlare, lanciare il suo messaggio e salutare tutti.
Alda ha un messaggio contro la violenza maschile sulle donne e lo lancia col suo freestyle a cappella.
Il suo canto contro tutte le ingiustizie sociali (donne, migranti, profughi, morti, guerre, disagi mentali) ha poi suoni elettronici e trap.
Anna Catiglia canta di colpe e responsabilità in Ghali: il Concertone entra nel vivo dei temi che lo contraddistingue.
Del resto, lo slogan per quest’edizione del 2024 è: “Costruiamo insieme un’Europa di pace, lavoro e giustizia sociale”.
Ermal Meta ringrazia i montatori e tecnici di palco e sottolinea l’importanza della parità di genere, poco prima dell’esibizione di Tripolare, annunciato da Big Mama.
La pioggia è cessata, ma il grigiore che bacia le verdi chiome dei pini che incorniciano il Circo Massimo non promettono bene: ricomincerà a piovere dopo un minuto.

Vale LP, berretto in testa e K-way canta stringendo un fiore tra le mani e augurando a tutti Buona fortuna: è fradicia.
Caffellatte e Giuze parlano e cantano di depressione e salute mentale rappando in italo-napoletano.
Una particolarità di questo Primo Maggio: a ogni cantante è stato chiesto di presentarsi attraverso una foto: Chiamamifaro ha scelto quella dei suoi sedici anni al Gay Pride e poi canta Tutti contro tutti.
Tra la Campania e il UK è cresciuta Lina Simons: nera, rapper e napoletana verace dal cognome inglese.
Il suo pensiero va a tutti coloro che hanno dovuto svolgere più di un lavoro per sfamare la famiglia, come i suoi.
Mille è la prossima artista a salire sul palco col pezzo Qualcosa di stupendo: la melodia italiana dal sapore un po’ retrò si appropria del palco del Concerto del Primo Maggio dopo il rock, il rap, l’ hip hop e il trap.
Bissa con 146, che parla di vacanze al mare mentre la pioggia imperversa su Roma in questo primo giorno di maggio.
Gli Ex-ottago esordiscono con una scritta sulla t-shirt: “Tu non tradirti mai”. Elisa, la cantante, è trans e parla della stigmatizzazione subita da piccolo per poi sottolineare che quella dei trans è una categoria molto discriminata, anche sul lavoro. Perciò insiste: “Qualunque pelle tu abbia, non tradirti mai!”. Così ne approfitta per promuovere il pezzo. La seconda canzone è Con te.
Ditonellapiaga è contro l’ipervelocità del nostro tempo.
Il pubblico prova a saltare su Chimica ma è appesantito dagli abiti bagnati.
Le malattie rare: altro tema importante del concerto.
Chi ha una malattia rara spesso è disabile e anche disoccupato, perché non trova lavoro (uno su tre) o perché è costretto a lasciarlo per curarsi. Oppure è un genitore a dover lasciare il lavoro per assistere il figlio malato: anche in questo caso, le difficoltà economiche di queste famiglie sono drammaticamente troppe e, durante il concerto se ne accenna spesso.
Mazzariello canta Atti estremi in luogo pubblico. La pioggia offre un’altra tregua.
Un muretto di Roccasecca è ciò che si vede nella foto presentata da Teghesella, che torna al Concerto del Primo Maggio sottolineando il luogo da cui è partito ma, nel 2024, per la prima volta in veste di cantante sale sul palco.
“Sono solo canzoni, ma sapere che le nostre parole senza destinatario saranno accolte da qualcuno ci rende felici”.
Lo affermano i Santi Francesi, che sono belli da guardare per le teenagers e cantano Occhi tristi sebbene dichiarino poi d’esser felici di salire sul palco del Primo Maggio: un’occasione che aspettavano da dieci anni.Cantano poi L’amore in bocca e il pubblico con loro.L a dance pop e la pioggia si riprendono il Circo Massimo.
La Carta di Urbino è un documento importante: nasce in nome della tutela psicofisica del lavoratore e Noemi, consegnandola a Leo Gassman, annuncia che, dal 12 al 14 giugno, ci sarà un concerto a Pesaro a cui parteciperanno dieci artisti che hanno deciso di promuovere il tema della sicurezza sul lavoro (oggi è un mese dalla morte degli operai nel cantiere di Firenze, tra l’altro, e negli ultimi trenta giorni ci sono state altre vittime sul lavoro).
A dorso nudo e con un cappello di peluche a forma di Pikachu Leo Gassman canta Terzo cuore sventolando una bandiera della pace, poi il nuovo singolo, appena pubblicato, Take That, che balla insieme a sua madre, l’attrice Sabrina Knaflitz, che l’artista chiama sul palco.
Ringrazia il pubblico per averlo aiutato a realizzare il sogno d’esser lì e si congeda dicendo: “Viva la Pace!”.
Olly, eroe della generazione di artisti lanciati da YouTube, canta la sua canzone: Devastante.
Il pubblico dondola insieme all’ombrello colorato aperto sulla testa di ognuno, mentre lui canta: “Finalmente sorridi di nuovo: ti bastava cambiare lavoro”.
Poi esorta il pubblico dicendo: “Direi che è ora di fare l’amore tutti insieme” e allora parte il ritmo elettronico e incalzante del brano Un’altra volta.
“Sbagliare è umano e fallire è prezioso: credere nei propri sogni salva”, dice Big Mama prima di annunciare la pubblicità.
“L’indifferenza per un bambino abbandonato in mezzo al mare o una guerra è un fallimento dell’umanità”: è il messaggio di Motta che Noemi legge prima dell’esibizione del cantante e la sua eloquente Se continuiamo a correre.
A quelli dell’ultima fila dedica La nostra ultima canzone, seguendo il consiglio della sua amica Nada Malanima (al secolo Nada), la quale pare gli abbia detto: “Ricordati di cantare sempre per quelli che sono in ultima fila”. E non si tratta soltanto una metafora.
Ermal Meta balla e poi annuncia il Festival Internazionale dell’Economia Civile di Firenze, per il lavoro inclusivo: si svolgerà dal 3 al 6 ottobre 2024.
Poi è la volta de La Municìpal. I fratelli Tundo da Galatina che suonano Giacomo e Che cosa ne resta di noi.
Poi è la volta del Piotta. Egli sceglie una foto dove è ritratto con suo padre per sottolinearne il lavoro di insegnante e poi canta Lode a Dio, Professore, brano sull’integrazione e il potere dell’amore per realizzare un mondo migliore, La grande onda e 7 vizi capitali.
Il Tropico partenopeo e le sue note disco salgono sul palco: Che mme lassat’a fa è il primo dei suoi pezzi, seguito da Non esiste amore a Napoli. Il cantante sostiene che la musica appartiene alla gente e suona accompagnato da nove elementi.
Big Mama torna sul palco ma questa volta per cantare: Work Bitch/Fa strano, Cento occhi e il brano sanremese La rabbia non ti basta.
Leo Gassman torna anch’egli sul palco ma questa volta per leggere un discorso contro l’ indifferenza, la violenza gratuita, l’ansia e l’impotenza di fronte alle brutte notizie, per invitare, soprattutto i più giovani, a sognare un mondo diverso, da costruire insieme, ovviamente: “Insieme, per fare la differenza”.
Malika Ayane canta Feeling Better, Sottosopra, Sogni tra i capelli, Senza fare sul serio.
Morgan si presenta con una foto nella quale imbraccia una chitarra appartenuta a Fabrizio De Andrè, che l’artista chiama “padre”, poiché il Faber è stato importantissimo per la sua formazione umana e musicale, spiega l’ex dei Bluevertigo. Morgan si presenta sul palco con un ensemble formato da fiati, tastiere, chitarre, basso e batteria tipicamente rock per cantare Sì, Certo l’amore e poi fa un discorso col quale ringrazia tutte le persone che stanno lavorando per realizzare il concerto perché, per loro, il Primo Maggio è un giorno di lavoro.
“I musicisti e la musica sono più importanti dei politici”: con questa premessa Morgan intesse un discorso di protesta contro il mercato che abbandona gli artisti, quei musicisti italiani, che – dice – “hanno inventato la musica”. Infatti, l’italiano è la lingua della musica classica, lo sottolinea e poi canta Rutti, una sorta di inno contro l’ipocrisia sociale. Chiude con Altrove, duettando con Noemi sul finale.
Con Morgan si chiude anche la prima parte del concerto, che prosegue con Emma Stokolma alla conduzione radiofonica su Radio2 nella fascia preserale, poi c’è l’attesissimo finale con grandi ospiti, da Geolier a Mahmood.
I sindacalisti non intervengono da Roma ma da Monfalcone (Gorizia) dove si svolge una manifestazione per parlare di Europa, Lavoro e giustizia sociale, in occasione del ventennale dell’ingresso di dieci nuovi paesi nell’UE. I morti sul lavoro: è l’argomento più attuale, tanto da esigere un tavolo di confronto col capo del Governo Giorgia Meloni, della quale i sindacalisti rifiutano fortemente le “marchette elettorali”, mentre “stipendi e pensioni – dicono – subiscono tagli”.
A giugno si vota per il Parlamento Europeo.
Un bel concerto, senza troppi clamori e qualche accenno di monotonia, avversato dalla pioggia che spopola un po’, ma che ha avuto il merito di sostenere temi importantissimi, tra le spietate cronache di guerra e di incidenti sul lavoro mentre proponeva uno spaccato della musica del momento.

